Archivi del mese: aprile 2007

Cosa farò da grande

Stanca di essere presa pei fondelli (che non si mai ma a furia di dirlo diventi realtà) con l’appellativo di santa suor diamanta, stanca di essere una “brava persona” e soprattutto di sentirmelo dire da soavi esseri che
sorridono mentre me lo infilano gaudenti nella parte mediana posteriore del mio corpo, ho deciso cosa voglio fare da grande.
LA ZOCCOLA
sottotitolo
La gatta morta

Ora badate bene, far la zoccola non è semplice, non basta darla a tutti, quella è un’altra cosa, la zoccola è zoccola sempre comunque in ogni circostanza, chiaramente in modo particolare con gli uomini (plurale perchè la zoccola detta anche gatta morta fa credere ad ognuno di essere l’unico, ma ha una lista da far invidia a tutti i nostri partiti politici messi insieme), da cui trae sostentamento, piacere, divertimento, complimenti e regali che la sorreggono nella vita e le permettono di fare quello che più le aggrada, senza problemi morali.
Come già detto, la zoccola non è semplicemente quella che la dà, a volte proprio non la dà, e non è così facile se non ci sei portata naturalmente.
Ora madre natura non è stata generosa in tal senso con me, mi trovo in leggera difficoltà nel divenirlo a tutti gli effetti.
L’idea era di un piccolo compendio con le istruzioni, i modi e le tattiche per esserlo.
Nonostante la mia ricerca non sono riuscita a trovare nulla che mi aiuti, chiedo a voi consigli, suggerimenti (no volgarità, no anonimi) e istruzioni per far si che io diventi una zoccola doc.
Pensavo di suddividere tale compendio in due sottosezioni, suggerimenti maschili e suggerimenti femminili, chiaramente questo compendio una volta stilato sarà gratuitamente a vostra disposizione (a meno che una volta diventata una zoccola doc, non decida di farlo pagare a peso d’oro, ma questo vorrebbe solo dire che il compendio funziona e vale quanto pagherete).
Datemi una mano, cosicchè santa suor diamanta rimanga solo un vago ricordo e negli anni futuri si parli solo di quella zoccola di diamanta ^__^

(PS: avvertenze per la lettura l’ironia fa parte della mia vita e combatto il nero denso che cerca di invadermi con il sorriso color sole del non prendersi mai troppo sul serio)


Senza capo ne coda

Più intelligenza avrai, più soffrirai
Arthur Schopenhauer

 

Questa frase mi ha colpito in maniera particolare. Il perchè sta nel fatto che ormai da anni io ho capito che il cuore (emozioni o Dharma come direbbe Weller) e la mente (raziocinio o Greg come direbbe sempre Weller) non sono nemiche, ma alleate ed ognuna tutela, o cerca di farlo, l’altra.
Se soffri con il cuore, soffri anche con la mente e viceversa.
Se ami con il cuore ami anche con la mente e viceversa.

Io non ho un’intelligenza pronta e vivace, ma un’intelligenza lenta e riflessiva, ho bisogno che le cose mi attraversino per comprenderle, ho bisogno di sviscerarle sotto molteplici aspetti per riuscire a capire, e amo nello steso modo, sono incapace di darmi parzialmente o mi dò o non mi dò.

Credo che gli esseri umani siano fatti di molteplici minuscoli pezzettini di puzzles, e lo scopo e riunirli per arrivare al disegno finale, cuore e mente si incastrano pefettamente tra loro, basta avere un pò di pazienza e vedere dove combaciano.
Non ho detto che sia facile, ma di facile in questa vita cè ben poco.

Sto mettendo insieme tanti pezzetti della mia vita in questi giorni, perchè ogni volta che mi succede qualcosa d’importante mi metto in discussione, e nel mettermi in discussione sto vedendo tante cose che nella staticità di prima non vedevo.

Non so cosa mi riserva il futuro, ma so che sarà diverso dal mio passato e ho la sensazione che nel mio futuro ci saranno i colori della foto che Weller (amico mio caro grazie) mi ha mandato.

Lo so è un post apparentemente senza capo ne coda, come del resto me in questi giorni, ma ha un suo perchè come tutti i pezzettini del puzzles sparsi davanti a me, servono tutti solo che non sai ancora come e dove.


Autodistruzione

Mi assento un pochino, non me vado, ma perdonatemi se non rispondo ai commenti o posto.
Nel mio andare a male, anzi nel mio essere andata a male, nel mio essere arrivata nel fondo sto cercando di recuperare energia e non ci riesco.
Forse perchè quando raschi il fondo, vengono su anche tutte le schifezze che hai sepolto, l’energia non è pulita è inquinata anche da altre cose.
Ho un peso nel cuore o nell’anima, non so di preciso, ho un solo desiderio serenità interiore e non riesco ad averla.
Sono tutto e il contrario di tutto in questi giorni, una sola certezza non lo voglio più in nessun modo nella mia vita, tutto il resto è confuso, instabile in continuo fermento e movimento.
So solo che sono stanca di dovermi difendere da lui e forse anche da me.

Mi son messa in discussione totalmente e completamente, e alla mia età non è così facile per l’ennesima volta farlo, contando che ormai non so bene cosa sia giusto e cosa non lo sia.
Ieri sera un’amica, mia sorella, mi ha detto una cosa che io sapevo perfettamente e che volutamente una parte inconsciamente ignorava, ma sentirlo dire da lei con voce pacata e carica di affetto, da chi è passato prima di te per certe strade, ti fa dire si è vero, sto cercando di ingannarmi.

Sono estremamente fragile e anche io in questi giorni ho imboccato il sentiero dell’autodistruzione.
Mi devo fermare.


Andata a male

Cè una persona che mi manda a male con la sua presenza, in qualsiasi forma sia questa presenza.
Questo è capitato a me in questi giorni.

Sono andata a male e lo sono ancora credo in uno stato umorale che varia da picchi di ottimismo in cui il mondo è nelle mie mani e pessismo in cui il mondo mi sta schiacciando.
Una persona che pretende che io abbia una forza che lui non ha e se glielo fai presente ti guarda come per dirti che sei tu che non sei in grado di difenderti.

Vero, non sono in grado di difendermi, perchè difendermi vuol dire attaccarti.
Ma l’ho fatto e ne porto ancora le conseguenze, perchè ho dovuto essere quella che non sono per fare terra bruciata (ma sarò riuscita?) intorno a me con lui.
Sono stata bravina, dopo un primo tentennamento “ti porgo l’altra natica” ho optato per un’alzata di dito centrale della mia mano, ma mi sono forzata a tal punto che ora sono ancora esausta.

Una persona a cui ho solo chiesto di lasciarmi in pace, di non cercarmi, di proseguire per la sua strada che da sola io proseguo per la mia, poichè sono totalmente diverse.
Una persona che “pretende” che io abbia la forza di dire no alla sue richieste di vederlo, quando lui non riesce a non cercarmi.

Oggi sono stanca di essere responsabile, di essere una persona seria, di essere affidabile, di dover sempre comprendere i perchè e i percome altrui, di essere in grado di saper fare sempre la scelta giusta in ogni momento in ogni situazione… io non sono in grado di essere così, anzi dirò di più io non voglio essere così.
Voglio essere semplicemente andata a male, schizzata nessun dovere, nessuna responsabilità delle mie azioni, voglio essere totalmente irresponsabile.
E con la massima convizione dire che il mondo è un posto splendido e tre secondi dopo dire che è una cloaca a cielo aperto.

Avevo, ho scritto, un lunghissimo post sfogo (il blog è mio è me lo gestisto io) su questo mio venerdì 13 e sulle 24 ore successive… ma sospirate pure di sollievo, non riesco a pubblicarlo, ne ho timore, perchè dico tutto e il contrario di tutto (può anche essere che prima o poi lo faccia… non sospirate troppo profondamente).

Anche perchè il tutto si può riassumere in poche righe

MI FAI ANDARE A MALE
e
SONO ANDATA A MALE


Fragore

ho un fragore
nel cuore
che mi assorda
l’anima

Dovrei seguire il consiglio di un’amica.

Prendere una bottiglia di vino e berla brindando a me stessa, seduta in riva al lago sotto casa, mentre l’acqua scorre veloce davanti a me.
Lasciare trasportare le emozioni via dalla corrente.

Accendermi una sigaretta tra un sorso e l’altro, stendermi a terra, chiudere gli occhi e ripetermi “non sento niente non sento niente, non provo niente non provo niente” sono brava a convincermi quando voglio, riesco a credere alle cose più assurde.
Perfino che riuscirò a far uscire quella scheggia di vetro dal cuore.


Capanna Inipi

ea06d96c22120106807a352ffa491ecf.jpgQuesto è quello che farò domenica prossima.
In questo periodo mi avete visto più volte scrivere la parola puliscimi il cuore, qualcuno ha pensato che mi riferissi al pulirmi il cuore da Lui, ma non è così. Quando io chiedo puliscimi il cuore, io chiedo la pulizia da emozioni e sentimenti non puliti, che a volte (specialmente quanto lui tenta di rientrare in un qualsiasi modo nella mia vita) albergano in me, quali rancore, risentimento e a volte rabbia.
Non ho timore nel conservarlo nel mio cuore, né conservare ciò che ho provato o provo ancora, ma temo ciò che lui ha fatto nascere con alcuni suoi comportamenti nell’ultimo periodo. Non addebito nulla, io sono responsabile al 50% nell’avere “subito e accettato”, ciò che non era giusto.
Ma ho bisogno di questa pulizia, ne sento un bisogno spasmodico, perchè è l’unico modo per poter aprire del tutto questo cuore socchiuso.

Se volete sapere che cosa è una capanna inipi, basta che proseguiate a leggere.

La Capanna INIPI (Sweat Lodge), la capanna del sudore o capanna della purificazione.

L’Inipi, il rito della purificazione, è una delle più importanti cerimonie delle popolazioni del continente americano, con nomi diversi (ad esempio “Temascal” in Messico e “Bagno degli Incas” in Perù), e si ritrova anche in altre culture del mondo talvolta molto lontane e molto diverse.

Il rituale della capanna sudatoria simboleggia il ritorno al grembo materno di Madre Terra, ed è una forma di purificazione sacra sia fisica che spirituale, propiziatoria per la guarigione e indispensabile per poter poi compiere qualsiasi altra cerimonia.

Il sudore – causato dal calore e dal vapore dell’acqua sulle pietre – aiuta ad eliminare tossine e impurità.
Le preghiere, i canti sacri, il Sacro Fuoco e gli spiriti della Ruota di Medicina conducono, dall’interno della capanna – buia e calda – ad infiniti spazi interiori.

Avvicinarsi all’Inipi significa,  vivere un’esperienza Sacra che permette – a livello energetico – di liberarsi dei pesi che gravano sulla propria identità fisica, spirituale e sulle relazioni e permette quindi di vivere quotidianamente in modo più chiaro e consapevole.
Si apprende a porsi in modo più rispettoso, amorevole e sacro verso ogni azione della nostra vita e verso ogni forma nell’Universo, rendendoci in tal modo consapevoli che noi siamo correlati a tutto e a tutti.
Purificazione, rispetto, amicizia, gentilezza amore e gratitudine sono i sentimenti che emergono durante la cerimonia, e che aprono la strada a una rinnovata forza vitale e a un nuovo modo di percepire la propria direzione, dando vita a visioni, nuovi progetti e scopi.
E’ un momento di profonda e toccante condivisione intorno al Fuoco Sacro, simboleggiante il grande Potere Creativo, un’opportunità di grande trasformazione e guarigione per noi stessi e per Madre Terra
 

L’immagine è  il testo sono tratti dal sito http://www.acssia.it


Ibrido

Richiudo la porta dietro me e mi appoggio, chiudo gli occhi e sospiro.
Sono stanca, questi giorni frenetici senza sosta in cui non mi concedo respiro mi stanno esaurendo, ma fermarsi è impossibile.
Mi scosto da quell’appoggio che mi sembra l’unico punto fisso esistente e crollo con tutto il corpo sul divano come fosse una canoa che galleggia in questo marasma che mi porto dentro, mi lascio galleggiare tra i pensieri che vagano.
Non sono mai stata forte come ora, non sono mai stata determinata come ora, con la sicurezza che nulla e nessuno potrà fermarmi nel raggiungere ciò che ho in mente.
Si forte e inattaccabile, niente e nessuno mi ferisce più.
Cè stato un periodo che avrei pagato qualsiasi cosa per avere questa determinazione, questo coraggio e questa certezza, ma allora ero una piccola e stupida donna, non sapevo che ci sono prezzi che sarebbe opportuno non pagare, troppo esorbitanti.
E infatti ho pagato, con una moneta che non sapevo neppure esistesse, rarissima, il prezzo di essere viva e morta nel contempo.
Ibrido sulla sponda di due mondi, non appartieni a nessuno dei due e nessuno dei due ti appartiene.
Ma ormai è troppo tardi, non si può tornare indietro.

Il cellulare squilla, lo guardo distratta e non rispondo, pensando che l’averlo è una mia comodità non quella altrui di trovarmi quando vogliono.

Dovrei riposare, dormire, raccogliermi nel piumone come in un bozzolo di seta, ma se mi è concesso di dormire non mi è più concesso di riposare da parecchio ormai, perchè nel sonno l’ultimo residuo di fragilità che ho, riaffora svegliandomi ogni notte in un’ora ben precisa, un vecchio dolore risale attraverso sogni che mi svegliano e mi lasciano disperata nel buio della stanza.
L’ultima volta è stato terribile, ho aperto gli occhi, singhiozzante, con la sensazione che tutta la mia vita avrebbe avuto quel sapore.
Ne sorrido ora da sveglia, anche se temo ormai quell’ora ben precisa, in cui quella debolezza cerca un punto fuga inesistente.
Il sole fuori è ormai calato e la stanza rimane di quel colore in cui tutti i contorni delle cose sono indefiniti. Zone d’ombra più dense la nascondono totalmente alla mia vista.

Mi alzo, nella borsa cerco le sigarette, si ora cè ne bisogno, mi siedo alla scrivania, piccola stupida fragilità da li non uscirai più, potrai tenermi sveglia ogni notte ma non ti permetterò mai più di uscire.
Accendo la sigaretta, un piccolo sbuffo di fumo esce dalle mie labbra, e lì nel buio appoggio i gomiti al tavolo.
Nell’oscurità sorrido, si sono un ibrido, ma un ibrido che può generare, ed è già gravido.
Una nuova razza sta venendo al mondo, temete voi che l’avete creata.