Archivi del mese: novembre 2006

Quattro giorni di rabbia, intensa e distruttiva (NdDea: non rabbia esplosiva, ma implosiva), quattro giorni pieni di domande a cui sono riuscita a dare risposta ed altre che sono li, insolvibili per me al momento. Due post, per fare da valvola di sfogo a questa emozione interiore che mi stava sgretolando e non colpire chi mi ha colpito.

E ora mi calmo, grazie alla valvola di sfogo dei post e alle persone che mi sono trovata accanto.
Dovrei fare i nomi uno a uno, per dire grazie, ma sono tanti.
Chi mi è amico, sa che ho scolpito il suo nome dentro me.

Ora basta.
Vado oltre.

Ma mi rimangono alcuni nodi non sciolti, che la prossima volta che mi “pettino” rispunteranno fuori, ma questa cosa è colpa mia, questi nodi sono frutto della mia debolezza, della mia fragilità in alcune situazioni e della mia incapacità di prendere alcune decisioni di vita.

Per il momento, come si dice dalle mie parti, tiremm innanz (NdDea: traduzione dal lombardo, tiriamo avanti).


Post sconsigliato… il seguito di ieri

Poichè io amo guardare negli occhi le persone quando parlo, poichè tendenzialmente sono sincera nella vita, poichè non mando mai a dire alle persone ma dico, ieri ho mandato un messaggio alla “gentile affettuosa signorina di cui al post sotto” (NdDea: leggasi troia chiedendo ancora scusa a quelle vere).
Della serie, non mi faccio prendere per il culo se mi accorgo che lo stai facendo.

Nel messaggio la ringraziavo per essere stata “sincera e leale” nei miei confronti mentre la facevo entrare a braccia aperte nella mia vita. E le davo un solo consiglio, uno solo, stai lontana da me e dalla mia vita (NdDea: e non scherzo!)

Credo non se lo aspettasse, infatti ci ha messo oltre cinque ore a leggerlo e mi ha risposto (NdDea: non mi aspettavo risposta, infatti le davo solo un consiglio) dopo consultazione appropriata con altra “persona”, perchè probabilmente lei da sola non è capace di assumersi le sue responsabilità.
(Piccola parentesi, strano a volte come le persone non si aspettino che le si affronti apertemente, sarà forse perchè loro lavorano alle spalle?).

Curiosi di sapere cosa mi ha risposto?
Testuali sue parole “Mi dispiace tantissimo”

Non le ho risposto.

Chissà se le sarebbe dispiaciuto tantissimo, se non avessi le mie “sensazioni” e se non le avessi mandato il messaggio?

Vi prego, continuate tutti in coro a darmi della stupida, della rincoglionita, della debole… quello che vi viene in mente. Non voglio abbracci, non voglio solidarietà, non voglio comprensione, non mi aiutano. Ho bisogno di offese, magari bonarie, ma offese, forse continuando a sentirle dire, memorizzo qualcosa per il futuro. Voglio qualcosa tipo quello che mi ha scritto Nyc-005:

“Occhei spè cosa volevi commenti per te si si.. si sei cretina, non capisci un cazzo, ti fidi della gente, li fai entrare a pieno titolo nel tuo cuore e nella tua vita, si sei una cogliona una grandissima cogliona il bene tu lo dai gratis, si si va bene tanto non imparerai nemmen stavolta, tanto sei fatta così, certo cavi il meglio dalle persone, insegni loro a non farsi male, ma tu non ti proteggi mai, perchè sei una deficente ingenua romantica e credi ancora nel bene… si si il bene. Ah già dimenticavo sei anche una gran patacca… si dice dalle mie parti… ma va bene… tanto si ti siedi li su quel fiume…”
Ne ho bisogno.

E da oggi sono la dea scemerentola!


Post sconsigliato a chi non sopporta le parole scurrili

Premessa, se hai meno di 18 anni chiudi questa pagina, se non sopporti le parole scurrili chiudi questa pagina.
Premessa questo post è uno sfogo, per non prendere a pugni delle persone, ho già provato sabato sera con un armadio, non è bastato.

Premessa mi sono rotta i coglioni (prego fare lo spelling prego c o g l i o n i) di essere comprensiva, disponibile, gentile, di mettermi sempre nei panni altrui, di avere una visione della vita aperta, di non permettermi di giudicare nessuno, di giustificare tutti.

Premessa mi sono accorta che sono forte, ma tremedamente fragile (puttanata lo sapevo di già), di essere indipendente ma che ho catene invisibili che mi legano (puttanata lo sospettavo di già).

Premessa mi sono rotta il cazzo (prego fare lo spelling c a z z o) di assumermi le mie responsabilità, visto che l’unico risultato che ottengo e quello che gli altri si derensposalizzano nei miei confronti.

Premessa mi sono rotta il cazzo e i coglioni insieme (prego fare lo spelling c a z z o – c o g l i o n i) di vedere il bello delle persone e ignorare la parte meno “piacevole”, di dare sempre una seconda, terza, quarta, quinta opportunità.

Premessa di sono rotta la minchia (prego fare lo spelling m i n c h i a) di andare sempre incontro alle persone, vedessero di muovere loro quel culo pesante e fare il contrario.

Premessa di sono scassato lo sticchio (prego fare lo spelling s t i c c h i o) di essere una non violenta, di preferire le parole alle mani. Credo ci sia qualcosa di terapeutico, nel pestare fino a sfogo esaurito, le persone che non hanno rispetto di te.

Premessa basta premessa.

E ora lo dico, non avrei mai creduto, che un giorno lo avrei fatto, che avrei detto e pensato questo di una donna, ma ho imparato a mai dire mai, perciò va bene lo stesso siamo nel normale.

TROIA
(prego fare lo spelling in coro T R O I A)
(prego fare lo spelling in coro T R O I A)

TROIA ti ho fatto entrare nella mia vita a braccia aperte.
TROIA mentre mi sorridevi mi tradivi alle spalle.
TROIA ti ho fatto vedere parti di te e ti ho detto, ti ho indicato come non farti del male (e ho visto perchè comunque una parte di me diffidava di te, ma non l’ho ascoltata).
TROIA te lo dico dal profondo, dal cuore, dall’anima, da ogni singolo nucleo fisico mio.
TROIA te lo dico convinta, chiedendo scusa alle troie vere che lo fanno per soldi, perchè ti paragono a loro e le offendo, loro sono meglio molto meglio di te, quantomeno sono sincere su quello che fanno.
TROIA ti auguro che la vita ti restituisca ciò che doni, io non farò nulla se non come il famoso cinese, sedermi alla sponda del fiume e aspettare. E so aspettare… sono una donna paziente.
TROIA stai lontano da me, dalla mia vita.

Il termine che invece mi aggiudico è

STUPIDA
(prego fare lo spelling in coro S T U P I D A)
(prego con la sottoscritta rincare la dose, ancora tutti in coro S T U P I D A)

STUPIDA che alla mia età credo ancora che il buono vince sempre sul cattivo.
STUPIDA che ho sbagliato a mettere gli occhiali, invece di quelli da vista, mi sono infilata quelli con le lenti colorate di rosa.
STUPIDA che credo che l’amore vince sempre nella vita.
STUPIDA perchè non imparo un cazzo nella scuola della vita, ripetente sempre in prima elementare.
STUPIDA che con i miei principi metto in riga solo me stessa lasciando liberi gli altri.
STUPIDA è basta.

Conclusione:
Dovrei dire un’altra cosa, ma al momento me la tengo ancora dentro.
Dico solo ci provo anche se ho avvisato non so se ce la faccio… non so se ce la faccio.
Ci provo per egoismo, ci provo per debolezza, ci provo per me, ci provo per paura, ci provo per amore, ci provo ma non è facile, ci provo perchè ci sono dei fili luminosi che hanno un valore immenso, ci provo… ma solo questo ci provo….

Suggerimento:
Se lasciate commenti, please, fateli di due tipi.
Uno per me in cui mi ripetete stupida o offese similari a vostra scelta e fantasia.
Uno per la TROIA non per augurale del male, questo mai!!!! Ma solo che la vita sia brava maestra e insegni anche lei e non solo a me, e se volete chiamarla come me fate pure.


Se non tocchi tu, ti tocco io

Quando dormo con lui ho la tendenza a farmi vicina vicina, mi piace dormire appoggiando una mano sul suo fianco o la punta del piede che tocca il suo piede.
Chiaramente la cosa che mi viene più spontanea e naturale è addormentarmi appoggiata completamente con il corpo a Lui.

Lui a volte mi dice che così di notte piano piano lo “metto” a dormire in un angolino sul bordo del letto, perchè Lui si sposta e io lo seguo.
Io gli ho sempre risposto “ruzzami” (NdDea: noto termine signorile lombardo che potrei tradurre in un spostami non garbatamente con uno spintone) in là, non lo faccio apposta, non mi rendo conto, dormo è il mio inconscio che come il conscio ti cerca (NdDea: Se questo non è amore…).

Ma mi dispiace comunque di disturbagli il sonno e così quando me lo dice, cerco di prestare attenzione.
Se poi oltre a prestare attenzione ho un leggero “roverso” (NdDea: altro termine signorile lombardo che si traduce in, sono rovesciata d’umore… insomma ho le pallottole che un pò sono in rotazione) succede che non solo non lo tocco neppure con un dito, ma mi metto io in fondo all’angolino sul bordo del letto.

Immacabilmente, succede che se non mi avvicino io, lo fai Lui mentre dorme.

Stamattina alle tre quando è tornato dal lavoro, le condizioni erano quelle.
Era stanco non volevo disturbagli il sonno ed ero leggermente “roversa”.

Abbiamo chiaccherato un pò, Lui si è addormentato, ho spento la televisione e mi sono messa lontano da Lui, rannicchiata di spalle, nell’angolino sul bordo del letto.
Non so quanto tempo sia passato, poteva essere un quarto d’ora come mezz’ora, mezza addormentata, lo sento.
Si appoggia a me, struscia il ginocchio sulle mie natiche, un microsecondo e wow “vampata de calor che me resvejas”, Lui continua e io penso non mi giro! Infatti un’altro microsecondo dopo lo faccio e lo accarezzo. Lui si mette comodo, io mi giro, Lui si fa accarezzare e mi rendo conto che sta dormendo, e mi gira le spalle.

Mi sono odiata… Lui non è mai stato sveglio!

Mi sono odiata… anche nel sonno ha questo potere di “accensione””

Mi sono odiata… perchè ho resistito due microsecondi!

Mi sono odiata… perchè non ho avuto il coraggio di svegliarlo!

Mi sono odiata… perchè porca zocca vacca miseria lo amo così tanto.


La strega

Vivevo in un tipico villaggio delle terre del nord, una terra dura e nel contempo generosa se sapevi amarla.
Fin da piccola ero diversa, troppo silenziosa, in disparte. Anche fisicamente in qualche modo non assomigliavo a loro, capelli troppo neri e mossi che spiccavano tra le teste biondo sole.
Mi azzuffavo con gli altri bambini perchè non riuscivo a reggere, se pure innocente, la loro crudeltà con gli animali, solo Lui mi difendeva, mi aiutava a rialzarmi e a pulirmi.
Gli altri mi deridevano e lui mi sorrideva.
Stavamo sempre insieme, sempre… almeno finchè non sono cresciuta.
Anno dopo anno il tempo scivolava su di noi, da piccola bambina diventai una ragazza, troppo diversa e troppo bella.

In un tempo imprecisato tra il XII o il XIII secolo

°°° °°° °°°

Cacciata, cacciata via.

Solo perchè non sono come voi, solo perchè vedo dove voi non vedete, solo perchè avete paura di quello che vedo.
Vedo il candore, il sole, il bello di ognuno di voi e vedo le brutture, le meschinità, le cattiverie e i pensieri osceni.
Cacciata via perchè vedo l’inferno che brulica dentro voi, perchè senza che voi apriate bocca, solo con uno sguardo e a volte neppure con quello sento il demone maligno e cosa vi porterà a fare.
Cacciata via per impedirmi di vedervi.
Cacciata via per la vergogna, la vostra per voi stessi.

Lacrime e rabbia che si confondono, dolore che le impasta.

Solo Lui, mi apre il cuore, solo Lui non ha paura di me.

E mi segui nel profondo bosco, e accarezzi i miei capelli spettinati e scompigliati, asciughi le mie lacrime e mi dici che niente e nessuno ti terrà lontano da me… niente e nessuno.

Ti supplico non lo fare, cacceranno via anche te, ti supplico per l’amore che ti porto lasciami al mio destino, ti supplico.

No, niente e nessuno ti terrà lontano da me.

E io mi abbandono, non mi importa degli altri, non mi importa di nulla, sono forte abbastanza da sola e tu alimenti la mia forza.

Una sola condizione, una sola, perchè non voglio che tu soffra, non voglio che abbia la mia sorte.
Ti aspettero dopo il calar del sole, ti aspetterò la notte, ti aspetterò quando gli altri non sanno e non vedono che giungi a me, ti aspetterò sempre, ti aspetterò per sempre…

Mi guardi e mi stringi, non vuoi, ma accetti questa unica imposizione che ti faccio, questo unico obbligo. A me basta sapere che niente e nessuno ti terrà lontano da me.
Voglio solo il tuo amore, voglio solo amarti.

°°° °°° °°°

Vivo nel bosco, le piante non hanno segreti per me, le mie giornate scorrono serene, raccolgo erbe, le lavoro, mi nutro con ciò che il bosco mi dona e con quello che guadagno con la gente del villaggio.
Odoro di buono, di fresco, di pulito, l’acqua del ruscello è si gelida, ma mi accarezza la pelle.
Quando vivevo al villaggio era diverso, maleodoranti olezzi di sporco, di marciume, ammorbavano l’aria, toglievano il respiro.

La gente del villaggio viene da me, vuole la mia magia, l’erba che toglie il dolore, quella che fa riposare, quella che calma il prurito o il mal di denti.
La gente del villaggio viene da me, di nascosto senza farsi vedere dagli altri.
La maggior parte sono donne, vengono per loro, per i loro figli e i loro uomini.
In fondo non mi sono nemiche e a volte ridono con me, scherzano, sorridono prima di andarsene. Mi fissano come per dirmi non è colpa mia, io non avrei voluto ma… che posso fare, non posso nulla, sarei finita come te.
Ma non sanno che io sono felice.
Vivo la mia vita da libera e la notte sono le sue mani ad accarezzarmi, arriva sempre dopo il calar del sole, quando gli altri si rinchiudono nelle case, apre la porta e posa le sue mani sul mio volto.
Altre donne, poche per la verità, mi guardano con disprezzo, ma hanno bisogno di me e in cambio di cibo, di un vaso o di una stoffa prendono ciò che gli porgo, guardandomi con odio come se sapessero i pensieri dei loro uomini quando giungono qua.

Gli uomini del villaggio che giungono fin qui, mi guardano e mentre chiedono l’unguento che li aiuti, l’intruglio che gli serve, mentre con malcelata superiorità mi chiamano strega, vedo i loro occhi che scorrono su ogni parte di me.
A volte non li sopporto e mentre preparo veloce ciò che vogliono in cambio di qualche manufatto, volto loro le spalle per non vederli.
Ma anche così li sento, li percepisco, osceni pensieri, lascivi mi scorrono sul corpo e con distusto trattengo il vomito.

Osceni umani, mi chiamano brutta strega e nel frattempo, mentre volto loro le spalle, scorrono le loro voglie sul mio corpo, si lo so mi prenderesti a forza su questo tavolo ruvido, mi strapperesti le vesti di dosso, mi lasceresti struprata nell’anima e nel corpo sulla ruvida terra.

Ma la paura della strega li ferma, perchè di spalle li sento, e sussurro piano “non ci provare, o tua moglie vedrà tornare a casa non più un uomo, ma un maiale”.

Spaventati si fermano, mentre il loro pensiero mi giunge “E proprio una strega abbiamo fatto bene a cacciarla, è un demone che legge nel pensiero delle persone, è colpa sua è lei che mi induce in tentazione, lei è un demone tentatore, la strega mi ha fatto un maleficio e potrebbe trasformarmi in quel che dice”.
Piccoli stupidi uomini, prigionieri della loro ignoranza, carcerieri di se stessi.

Per fortuna ci sei tu amore mio, tu che leggi nel mio cuore, come io leggo le persone.

A volte ho paura amore mio, paura di perderti, paura che ti facciano del male.
Ma quando seria ti confesso i miei timori, ti prendi gioco di me, mi abbracci e ridi, e mi ripeti “Niente e nessuno ti terrà lontano da me”.

Mai una volta che tu mi faccia sentire diversa, mai una volta che tu mi faccia sentire sola.
Ti osservo quando disteso accanto a me, riposi e il tuo respiro tranquillo mi dice che stai dormendo. Allora alzo il capo, mi siedo sul letto e ti osservo.
Il fuoco fa brillare ancor di più i tuoi capelli lisci e biondi, cosi diversi dai miei lunghi e neri, che ribelli non vogliono rimanere a posto.
Ti osservo e il sapere che ci sarai sempre al mio fianco fa di me la donna più forte di questa terra.

Il sole ti porta via, forse per questo amo così la notte, forse per questo anche tu ami la ami allo stesso modo. E’ un guscio che ci accoglie e ci separa dal villaggio.
Il sole che comunque amo, ti riporta nel villaggio dove nessuno sa, dove nessuno pensa che tu il più cercato, il più desiderato dalle donne, tu ami la strega. Dove gli uomini ti parlano e vedono in te uno come loro, mentre non sanno che sei oltre loro.

Non vedono, non vedono, non vedono e non capiscono e hanno paura di quello che non capiscono.

Quanto tempo è che vivo questa vita così, quanto tempo è che vivo nel mio bosco, strega di giorno, amata donna la notte.

E poi accade, come ogni cosa nulla rimane immutato.

Non so chi sia stato, una donna gelosa delle tue non attenzioni, o un uomo a cui ho sussurrato con voce roca “non ci provare”.
Non lo so chi ti ha seguito, chi ci ha spiato, ma a questo punto non ha importanza.

Sei al centro del villaggio, in piedi, circondato dagli uomini e dalle donne, altri sono venuti a prendermi e strattonandomi mi hanno portato dinanzi a te e all’uomo che ti è a fianco.

Urlano, gridano e quando arrivo, l’uomo accanto a te li zittisce, ti guarda e anche io ti guardo, hai gli occhi abbassati.

Amore mio, non avrei voluto che ciò accadesse, amore mio non volevo che tu subissi la mia sorte, amore mio sarai cacciato anche tu.

L’uomo accanto a te, a voce alta, mentre ti guarda ti chiede “Conosci questa donna, conosci la strega? E dunque vero che la strega è la tua donna? E dunque vero che tu ti congiungi con un demone? Dunque anche tu come lei sei un un essere immondo? Rspondi dunque, conosci questa demone, riconosci in questa lasciva strega la tua donna?”

Alzi lentamente gli occhi mi guardi…. ed io mi spezzo in due.

Non sento più nulla, non vedo più nulla, solo i tuoi occhi, la tua espressione, tutto il resto crolla, la gente urla, sbraita ma non odo altro che la tua voce:
“Conosco questa donna, come la conoscete voi, conosco la strega solo perchè come voi so che abita nel bosco. Come potete pensare che io possa amare un demone, come potete pensare che io mi congiunga con lei, con un essere immondo e infernale?”.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me…

Ed io mi sgretolo dentro.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me…

Il mondo mi scivola addosso.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me…

Non ha più senso nulla.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me…

Un’intero villaggio non mi ha piegato.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me…

Un tuo sguardo mi ha spezzato.

Niente e nessuno ti terrà lontano da me…

Alzo lo sguardo sulla gente che ti sta intorno, sull’uomo che ti è accanto, vi guardo tutti negli occhi, e nessuno di voi fa lo stesso con me.

Ti fisso intensamente e solo allora mi guardi.
Occhi da cane bastonato, il mio cuore che scoppia di dolore, ma stai li immobile.
Non servono parole, non sono mai servite tra noi.

E capisci.
Mi hai portato alle stelle solo per farmi cadere da un’altezza che non permette la salvezza, codardo, ridevi delle mie paure, alimentavi il mio amore per abbandonarmi nel vuoto della tua mancanza.

Ed io ti amo ancora… ma non ti voglio più vedere, non ti voglio più vedere, non ti voglio più vedere… abbassi gli occhi.

Cè silenzio intorno a me, non un brusio, non un rumore se non il vento che solleva la polvere dalla terra, un’ultimo sguardo fiero e pieno di rabbia, duro.
Mi giro, mi allontano lentamente, ritorno nel bosco, nel mio bosco.

°°° °°° °°°

Ho vissuto fino alla fine dei miei giorni nel bosco, sola, con le mie erbe e i miei animali.
La gente del villaggio ha continuato a cercarmi per i miei filtri magici e il loro mal di denti.

Non ho più sorriso a nessuna donna.
Non ho mai smesso di sentire dolore.
Non ho più voluto vederti.
Non ho mai smesso di amarti.


Se ti poni la domanda

Durante un fine settimana di un paio d’anni fa, mentre partecipavo a uno dei miei corsi “strani”, quelli in cui praticamente passi 48 ore insieme ad altre persone (NdR: una vera tortura per me non avere neppure 5 minuti miei!), insomma quei corsi in cui studi insieme, ceni insieme, pranzi insieme, ti diverti insieme e dormi insieme, una ragazza con cui avevo un rapporto non stretto ma comunque buono, mi fece una domanda che riguardava una sua situazione personale.

Io la guardai tranquillamente e sinceramente le risposi “Se ti poni la domanda è perchè sai già la risposta”.

Non l’avessi mai fatto!
Ho imparato che non sempre le persone vogliono sapere la verità (NdR: quasi mai oserei dire) e se gliela dici ti vedono come un nemico da distruggere.
Quella ragazza mi si rivoltò contro come una vipera a cui disturbi il sonno d’inverno.

Perchè questa premessa?
Perchè in questi giorni continuo a pormi delle domande, talmente tante che alla fine (se ci avete fatto caso) me le pongo anche nei post.
Stamattina mi sono svegliata e dopo pochi istanti insieme a una tristezza profonda sono ripartite le domande, una di seguito all’altra, una conseguente dell’altra, come se avessi un rosario in mano e “pallino” dopo “pallino” si snocciolassero.

Non ho mai avuto paura della verità, a volte l’ho temuta, ma l’ho sempre cercata.
Stamattina con un piccolo magone in gola mi sono detta
                  “Se ti poni la domanda è perchè sai già la risposta”

E ora?