Archivi del mese: ottobre 2006

Da 1 a 10 è 11….

Saranno più e meno le tre e mezza, Sara sta pulendo il pavimento dietro il bancone, lavora nel locale come barman, continuando il suo lavoro mi dice:
Tata non puoi lavare i piatti e i bicchieri la notte del tuo compleanno!”

Senza fermarmi le rispondo:
Certo che posso, perchè io voglio uscire da questo posto!!!!! Voglio andare a casa a festeggiare, voglio andarmene da qui, voglio andare a casaaaaaa e festeggiare con la fase tre il mio compleanno. Se lavo i piatti e i bicchieri io, finiamo prima!!!

Non si ferma neppure lei e mi risponde:
Ma Tata, non li hai mai lavati! Proprio stasera!?

Chi si ferma e perduto e con le mani nell’acqua ribadisco:
A volte mi sembra di vivere nel film “Il giorno della marmotta” ogni giorno lo stesso giorno, ogni giorno capitano le stesse cose, mi sembra di essere sempre nel locale dopo la chiusura, in orari indecenti, aspettando Lui per andare a casa. Guarda sono quasi le quattro e non è ancora finita“.

Ognuna di noi riprende a fare quello che stava facendo, quando la sua domanda mi sorprende, tanto da farmi fermare e voltarmi verso di lei. Vedo che è ferma con la scopa in mano e mi guarda:
Tata da 1 a 10 quando sei innamorata di Lui?

Abbozzo un sorriso e abbassando gli occhi rispondo:
10

Sara è lì ferma ancora con la scopa in mano, mi dice:
No….. 11

Ci fissiamo un paio di secondi, mi sento come se mi avessero sorpreso in flagrante con le mani nella marmellata!

…11 vero…. ma si vede tanto?
le chiedo e sento l’emozione della vergogna salirmi dalla punta dei piedi fino alla radice dei capelli.
Ma perchè diavolo mi vergogno che si vedano i miei sentimenti per Lui, mai provato questa cosa, in genere ne sono orgogliosa, e invece sento questa emozione, neanche mi avessero vista in atteggiamenti promiscui e intimi.

No Tata, anzi sembri distaccata, ma dopo un pò di volte se ti si guarda si vede… ti sacrifichi sempre per lui

Mi sacrifico per Lui!!!???
Questa è davvero una cosa che mi lascia sbalordita, e mi fa passare la vergogna di essere stata sorpresa con le mani sulla marmellata.
Perchè lavo i piatti? Perchè lo aspetto a chiusura locale? Perchè sono paziente?
Veramente lo faccio perchè così sto con Lui, è quello l’importante per me, che sia al mare (NdR: questa cosa è rimasta come un groppo in gola…ehehhehe) o mentre lavo i piatti, non è importante, basta che ci sia Lui nei paraggi.
In fondo lo faccio per egoismo, e le rispondo:
Ma non è un sacrificio” e stavolta sorrido senza abbozzi.
Lei ricambia il mio sorriso apertamente e riprendiamo a lavorare.
Prima si finisce, prima cè ne andiamo.

Mi rimane una domanda.
Perchè mi sono vergognata come una quindicenne al suo primo amore?

E poi è vero è 11, ma è un 11 particolare… stanno cambiando alcune cose che lo riguardano, piccole cose apparentemente… sarà l’aura-soma rosso-rosso?

Non so rispondermi a nessuna delle due…


Vuoto

Una vaga sensazione di inquietudine mi avvolge come una coperta di lana.

La conosco bene, foriera di un vuoto che risale e prepotentemente chiede attenzione.

Il vuoto ti può ricoprire fino a soffocarti.
Il mio vuoto non vuole questo, cerca solo aiuto, cerca di farsi ascoltare da me “Per quanto tempo ancora mi caccerai la sotto? per quanto tempo ancora farai finta di non sentirmi?“.

Ma non è che non lo sento, lo sento eccome, mi accompagna giorno per giorno e fa si che io sospiri come per cacciarlo, buttarlo fuori dai polmoni, dal mio cuore.

Respingo tutto indietro perchè con lui salgono lacrime e l’impellente forza di distruzione del cambiamento, che non ho voglia di affrontare, non ancora, non ora…. ma lo dico sempre, non sarà mai ora vero?

E il vuoto diventa sempre più ampio e profondo e sempre più difficile da contenere e mi avvolge, fintanto che qualche briciola ci cade dentro e gli da l’illusoria illusione di essere pieno.

Il mio vuoto è bulemico anoressico.


Escort parte III (ovvero storia di una notte di fine estate)

… con la luce siamo giunti a casa e la bolla temporale in cui io e Lui eravamo stati nascosti, si dissolve.

(mi domando ancora oggi come cavolo abbiamo fatto a vivere viaggiando tre ore in auto, pensando, credendo, di essere gli unici esseri umani esistenti al mondo, e questo in Milano. Il resto del mondo non esisteva… anzi secondo me davvero il mondo è scomparso per tre ore… a parte quel signore al semaforo…).

Entriamo in casa, stanchi… ma non abbastanza.
Ora non vi tedierò con quello che è successo nelle ore successive, fino a quando nel primo pomeriggio non siamo andati a dormire. Sono sicura che non vi interessa….

Ordunque, cè stato l’antefatto all’antefatto, poi l’antefatto e ormai siamo giunti a sabato mattina e cioè al
FATTO

Sabato tarda mattina, ci svegliamo freschi e riposati.
Rimane un problema da risolvere.
L’addio al celibato, quello per cui gli avevano dato incarico un mese prima, quello per cui aveva parlato al ristorante. La sera c’era la festa e ancora nulla di definitivo, ma solo parzialmente organizzato (NdR: anche se Lui sosterrebbe che non è così) molto tipico di Lui.

Lui mi guarda e dice “Devo trovare la ragazza che fa lo spettacolino sul tavolo e un pò di moine allo sposo”, io ascolto ma mi perdo nel pensiero “E’ il fine settimana io e te, te e io al mare?”

– Cuore di Dea: Ora trova la ragazza, chiama il locale, chiama gli altri. Sistema e organizza per bene, tanto lo sai che lui arriva sempre alla fine, ma arriva, e poi partite.
– Mente di Dea: (ride a crepapelle) Ti sta bene, ti sta bene… bidon bidon bidonville!

Persa nei miei pensieri, ritorno quando lui finisce la frase di un discorso “… adesso scendo giù e cerco su internet una escort, si mi serve una escort”.

Dea lo guarda stupida, ma cavolo possibile che non si ricordi.
Dea sta per dire “Ma scusa cè la mia, è un pò datata è vero, ma è perfettamente funzionante!”

Ora non so voi, ma per me fino a quel momento l’escort era un’auto prodotta dalla Ford. Dea possiede come auto una vecchia escort del 1991.

I più sgamati e vissuti di voi, sicuramente invece sapranno che oltre ad essere quello che ho scritto sopra, la escort e un’altra cosa ovvero “gentile accompagnatrice, molto bella, che ti tiene compagnia, nel wend o una sera, a cena e…. dopocena… chiaramente per la sua disponibilità devi pagare qualcosina“.

Fortunatamente, non ho mai aperto bocca per pronunciare
Ma scusa cè la mia, è un pò datata è vero, ma è perfettamente funzionante!
Fortunatamente Lui ha detto qualcosa ancora che mi ha insospettito, fortunatamente devo avere fatto una faccia del tipo non capisco che è l’escort di cui parli.
Lui guarda Dea (chissà che cavolo ha pensato in quel momento) sorride in modo quasi tenero (o era compassionevole?) e spiega a Dea che cosa sono le escort, le girls e le misstres.

Dea ascolta, Dea ringrazia di essere stata zitta, Dea gli da supporto morale a cercare l’escort!

Lui accede a internet e si scrive (dopo attenta valutazione delle signorine da contattare… ho avuto la vaga sensazione che la cosa non gli dispiacesse molto) in due volte una ventina di numeri telefonici.

E da li comincia un’avventura telefonica. Dea ascolta (si sa mai volesse approfondire in maniera troppo profonda…).
La telefonata tipo era più o meno di questo tenore (per semplicità riassumo tutte le domande in una sola):
“Ciao sono Lui, volevo chiederti se eri disponibile questa sera, una cosa tranquilla, solo fare uno spogliarello per un’addio al celibato, strapazzare un pò lo sposo e basta. No no, non il servizio completo, solo lo spogliarello, mezz’ora di spettacolino. Quanto costa il servizio?”

Premetto che ha dovuto fare tutti i numeri, che quando ho sentito i prezzi mi sono resa conto che ho sbagliato tutto nella vita, che mi sa che ormai appartengo ad una generazione in via di estinzione.

Risultato?
Nessuna disponibile.
Perchè?
Perchè fare lo spogliarello no, se si fa fichi fichi si!

Dea rimane perplessa, i tempi sono davvero cambiati.
Una volta un uomo faceva fatica a farsela dare (scusate il francesismo) ora un uomo fa fatica a non farsela dare.

Curiosità?
I prezzi variavano molto da un minimo di 1000 a un massimo di 5000 euro (capito perchè ho detto che ho sbagliato tutto dalla vita).
Una si è pure offesa perchè gli ha chiesto di fare lo spogliarello, gli ha detto una cosa del tipo “per chi mi hai preso?”, però era disponibile al fichi fichi.

Dea e Lui, ad ogni telefonata si guardano in faccia indecisi se mettersi a ridere o sospettare di essere su candid camera!

E così tra una telefonata e l’altra, tra cifre che io guadagno in un mese (le più basse chiaramente), siamo arrivati al pomeriggio. Con l’addio al celibato organizato al 50%, ovvero la cena e un wend al mare che sempre di più mi faceva ciao ciao con la manina.

E così sabato sera invece di trovarmi mano nella mano con lui, con i piedi nel mare, al chiaro di luna, mi ritrovo a Milano.
Accompagniamo la combriccola dell’addio al celibato al ristorante (NdR: Dea “celata” in macchina perchè gli uomini sono molto pudici in queste cose, stranamente non vogliono donne in questo genere di feste, a meno che le donne non siano in slip sul tavolo!).
Lui “abbandona” la combriccola al locale e andiamo a mangiare un boccone con degli amici, con tema della serata su cui discutere “E dopo che gli faccio fare?”.

Lui è rimasto d’accordo che a mezzanotte va da loro, per il seguito…
Lui verso mezzanotte abbandona Dea con tre amici e parte, dicendo fra mezz’ora sono qua.

Dea sospira e pensa “bellissima questa località di mare, bellissima questa sera dove pensi solo a me”.

Dea e gli amici vanno a bere qualcosa allo Storto, tra un mojito e chiacchere passa il tempo.
Dea guarda l’orologio mezzora è passata da un’ora…
Dea riguarda l’orologio mezz’ora è passata da due ore…
Dea pensa che l’aria frizzante del mare a quell’ora potrebbe farle male e chiama Lui…
Dea si sente rispondere “Sto arrivando, poi ti spiego, sono in macchina”
Dea sospira ancora e teme che a furia di sospirare a Milano arriverà la bora!

Dopo un’oretta lui ritorna, si riaggrega agli amici e spiega a Dea che ha trovato la soluzione del dopo cena, vicino al locale cè un night club, e li ha portati là.
Chiaramente ha dovuto prendere accordi con il proprietario.
Chiaramente ha dovuto accompagnarli.
Chiaramente ha dovuto stare un’attimino con loro.
Chiaramente Dea sorride e non dice nulla, perchè in fondo (NdR: molto in fondo) pensa mi piaci anche perchè sei fatto così.

Addio al celibato andato, ora inizia la “nostra” serata.
Se presti un pò di attenzione, se inspiri con il naso, se chiudi gli occhi per un’attimo, senti l’odore di iodio, senti l’odore del mare.
Se ascolti con un’altro orecchio, se cerchi nuovi suoni, il rumore delle auto diventa il rumore del mare che si frange sulla spiaggia.
Se ti innamori così tanto…. Milano può diventare una spiaggia caraibica.

E’ cosi inizia la “nostra” serata, con i tre amici che mi avevano tenuto compagnia, altri che abbiamo chiamato, e parte “La notte delle stelle, ovvero storia di un’altra notte di fine estate”.
Che non vi racconterò, non spaventatevi…. questa storia si conclude qui.

Solo due righe per concludere e dire la morale. Ogni storia ha la sua morale.
Veramente qui cè ne sono più di una.

MORALI DELLA STORIA
01) Se il tuo uomo dopo un pò di maretta ti dice “ti porto al mare”, fattelo mettere per iscritto su carta bollata, con una penale in caso di inadempimento e controfirmato da due testimoni.
02) Cuore e mente fanno parte entrambi di noi, ascoltali tutti e due perchè ognuno di loro tutela l’altro.
03) Fai molta attenzione, se hai sete di acqua, e sul tavolo ci sono bicchieri pieni di vodka.
04) Se ami vivere intensamente sappi che lo saranno anche le emozioni nel bene e nel male, di conseguenza preparati ad essere felice fino a scoppiare ma ricorda anche che è probabile che con le lacrime che versi nascerà un nuovo oceano.

MORALE ULTIMA DELLA DEA
In un film del 1958 (Una strega in paradiso) con Kim Novak e James Stewart, la Novak ad un certo punto confessa che le streghe sono molto potenti, ma perdono tutti i loro poteri quando si innamorano. Di conseguenza una strega non deve mai innamorarsi, mai.

Vale anche per le donne terrene e per le dee.
Una dea è molto potente fintanto che non si innamora, quando ciò accade perde tutti i suoi poteri, e basta un sorriso in silenzio, uno sguardo per farla perdere.
Questo non vuol dire che la dea non veda o non capisca, ma semplicemente che esiste qualcosa di molto più potente.
Una dea senza poteri sa che rimarrà così fintanto che l’amore vive in lei, e sa anche che l’amore non ha un solo aspetto.
Una dea sa che l’amore è dentro lei e non fuori lei.
Una dea sa però che l’amore dentro può essere un’universo in espansione o un minuscolo seme, e questo dipende dal giardiniere a cui dà in cura il suo amore.
Una dea sa che ci sono giardinieri e giardinieri, ma non sa mai se il giardiniere a cui ha dato il suo amore lo farà diventare un’universo in espansione o lo farà morire di siccità.
Una dea innamorata guarda il suo giardiniere e mentre si perde nel suo sguardo spera…

Stretta la foglia, larga la via, questa storia è finita potete andare pure via…


Escort parte II (ovvero storia di una notte di fine estate)

Dove eravamo rimasti?
Ah si il ristorantino…. Dea e Lui seduti.

Prima di sedersi, Lui aveva confabulato per una decina di minuti con il proprietario del locale.
Mi aveva poi spiegato che si era reso conto che quello era il posto ideale per organizzare la cena di addio al celibato che doveva esserci di li a due giorni (Leggasi Escort parte I).
Aveva preso parziali accordi con lo stesso per cena e spettacolino dopo la mezzanotte con una signorina, la quale carinamente avrebbe camminato sul tavolo e strapazzato un pò il futuro sposo.

Comunque come si suol dire in modo signorile in quel momento “fregava na mazza”.
Il mio pensiero era “E ora? Non sono insieme a te, che ci facciamo seduti insieme a questo tavolo? A meno che tu non mi debba dire qualcosa… tipo mi dispiace, ho esagerato, ho torto, hai ragione, ho fatto i piselli miei senza pensare per un secondo a te”.

Lui sorrideva, tono pacato della voce, parlava di tutto, delle ferie, della cagnolina randagia che aveva trovato e collocato prima di andarsene via, insomma tutto tranne che di “Non ti voglio più vedere”.

Adesso parlo io, metto in mezzo il discorso, ma mentre faccio questo pensiero, lui carinamente mi serve nel piatto. Fulmineamente Mente di Dea interviene:
“Stai zitta goditi il momento, è mai stato così carino!? Ti hai mai messo il cibo nel piatto così tante volte? Ti hai mai riempito il calice di vino appena si svuota? Quando mai!!?? Di solito l’eternamente disponibile sei sempre tu. Zitta, zitta goditi l’ultimo momento ed esci da questa storia a testa alta”.
Sull’argomento divento peggio di un picciotto siciliano… muta!

Ad un certo punto Lui mi guarda e dice “Questo fine settimana andiamo al mare io e te, partiamo sabato”.

Cuore di Dea esulta
Mente di Dea sa che la sta fregando

“Parliamone” è la mia risposta, sottointendendo prima risolviamo alcune cosette in sospeso.

Lui mi guarda… sa che io so che lui sa che io so che lui mi sta fregando.
Lui mi guarda… ma porca zozza, ladra, vacca, bastarda di una miseria! Smettila di guardarmi così! Già mi devo difendere da me stessa se mi devo difendere anche da te… non ci riesco a far fronte a due attacchi!
Lui mi guarda… si forse ho esagerato a dire “Non ti voglio vedere più”.
Lui mi guarda… si in effetti ho sbagliato.
Lui mi guarda… e smettila di guardarmi se no fra un pò riesci pure a farmi dire che la bastarda sono io, e tu un povero angioletto che deve sopportarmi.
Lui mi guarda… basta basta, so che io sono nel giusto e non tu, ma questo nella vita quasi mai conta qualcosa, conta chi è più forte, ok ok diga crollata, difese abbattute.

Cuore di Dea Sorride
Mente di Dea mugugna “lo sapevo, lo sapevo che cedeva sta stronza!”

Dea pensa, bene ora pensiamo al wend al mare, quando al tavolo arriva il cameriere del locale, la scruta e comincia a parlare a Lui con frasi sibilline, dette a metà, mentre la sbircia.
Dea dentro di se comincia sghignazzare, deve parlare dell’addio al nubilato con la signorina mi spoglio e mi struscio solo un pò, e non sa come fare con me qui davanti.
Cameriere sempre più in difficoltà, Dea sghignazza sempre di più.
Cameriere guarda Lui, poi Dea e poi ancora Lui. Fintanto che Lui dice puoi parlare liberamente.
Divertimento della Dea finito, uff, divertente vedere gli uomini che vanno in crisi per non far vedere quanto sono maialoni, tendono sempre a coprirsi le spalle quando cè presente una donna.
Lui e cameriere parlano un pò, ci sono delle difficoltà a trovare una signorina disponibile a Milano gli ultimi giorni di agosto, sono tutte a lavorare al mare.
Arriva il proprietario, ricomincia il divertimento di Dea almeno finchè Lui non dice ancora, puoi parlare liberamente.
Il proprietario chiede a Lui, ma ci sarai anche tu?
Lui risponde no no, mi hanno solo chiesto la cortesia di organizzare qualcosa.
Alla fine rimangono che si sentono il giorno dopo, per comunicare il numero esatto delle persone e che Lui dovrà cercare una signorina che non sia in ferie al mare.

E si è giunti anche alla fine della cena, innaffiata da quasi due bottiglie di vino bianco (NdR: equamente tracannate).
Per concludere portano la bottiglia di grappa.

Lui versa il primo bicchierino per tutti e due e dice alla goccia
Boom andato
Lui versa il secondo bicchierino per tutti e due e dice alla goccia
Boom andato
Lui versa il terzo bicchierino per tutti e due e dice alla goccia
Boom andato
Lui versa il quarto bicchierino per tutti e due e dice alla goccia
Ma Dea dice basta… tre grappe alla goccia mi sembrano più che sufficenti!
(NdR: Dea regge molto bene l’acool)

Escono dal locale, salgono in macchina, Dea è allegra (E vorrei ben vedere con il vino bianco e tre grappe alla goccia in circolo), Lui è allegro.
In tutta questa allegria non ricordo quando è partito il primo bacio….

Decidiamo di rimanere a Milano ancora un pò e vedere qualche amico.
Andiamo allo Storto e qui un mojito grazie….. che scende tranquillamente mentre chiacchero con delle persone, chiacchera più chiacchera meno, Lui arriva e mi porta il secondo mojito (So che potreste non credermi, ma ero ancora sobria (+/-), nel senso che allegrotta si, ma totalmente presente e lucida).
Decidiamo di andare a casa, che ore sono? Le due. Andiamo!

– Cuore di Dea: Si si, andiamo voglio stare sola con te
– Mente di Dea: Figurati se lei gli dice di no!

Ma imprevisto, capita, sorge dal nulla l’occasione di fare uno scherzo a un caro amico… occasione troppo ghiotta (lo scherzo non lo racconto, troppo lungo, e poi questa sarebbe un’altra storia)!
Comunque, scherzo riuscitissimo e credo che alle quattro (NdR: da molto Dea di notte non considera più l’ora, la notte è la notte, non ha orario) Dea, Lui e Amico sono a casa dello stesso a ridere e parlare, quando compare l’ultimo drink Vodka liscia nei bicchieri dell’acqua.

Dea beve poco, già piena….

Dopo mezz’ora, sete da morire (NdR: il fegato che reclama qualcosa di liquido non alcolico per depurarsi) arriva prontamente una bottiglia di acqua naturale, bello!!!! Dea Beve e appoggia il bicchiere sul tavolino del salotto.
Continua a parlare, dopo poco sete ancora, prendere bicchiere, guardare tavolino pieno di bicchieri tutti uguali tutti pieni… quale sarà il mio!?
Quello!? Uhm annusa se sa di alcool… no, bene, acqua, bere tanta acqua, sete sete sete sete sete

ARGHHHHHHHHHHHHHHHHH
Acqua trasparente
Vodka traparente
Acqua inodore
Vodka inodore
Dea bevuto bicchiere pieno di vodka in una sorsata!!!!!!!!!!

Dopo cinque minuti Dea chiede all’Amico, posso mettermi comoda, alla risposta “E lo chiedi, mettiti come vuoi”, Dea toglie gli stivali, si straia sul divano con la testa appoggiata sulle gambe dell’amico e con i piedi che fanno ghirighiri a Lui.
Dea ascolta quello che dicono (NdR: non più in grado di parlare… forse ora un ubriaca) ma non riesce a capire nulla di quello che dicono, ma che lingua parlano!?
Dea ha sorriso beota stampato sul viso e fa finta di capire tutto, ogni tanto lancia uno sguardo a Lui con il sottotitolo “Ti salterei addosso”.

Ad un’orario imprecisato in un tempo imprecisato (NdR: comunque era ancora buio) Dea e Lui si incamminano verso casa.

Tempo di percorrenza medio da Milano a casa 30/40 minuti.
Tempo di percorenza di quella notte/mattina tre ore.

Cosa è accaduto in quelle tre ore?
Non è che non voglio dirvelo, ma:
a) Per me quelle tre ore sono state cinque minuti
b) Ho proprio dei vuoti di memoria paura!
c) Alcune cose non posso raccontarle
Quello che posso dirvi e che:
a) Mi sembrava di vivere in un film, con dei flashback
b) Abbiamo continuato a girare in macchina, tranne quando la fermava per pochi secondi per baciarmi e poi ripartire
c) Ho ancora in mente, al semaforo, la faccia del signore a fianco noi in auto………

Con la luce infine siamo giunti a casa….
…il seguito parte III (il finale) , nei prossimi giorni e continuate a ricordare il titolo.


Escort parte I (ovvero storia di una notte di fine estate)

Questo post nasce da uno scorcio di vita vissuta a fine agosto.

ANTEFATTO DELL’ANTEFATTO:

Al “mio” LUI viene chiesta la cortesia da un gruppo di conoscenti (non milanesi) di organizzare un’addio al celibato a Milano un pò piccantino, niente di pesante (anche se in questo caso la parola pesante ha un valore diverso al maschile e femminile) solo qualcosa di sexy, di allegro e divertente.
LUI essendo una persona estremamente gentile e disponibile si attiva immediatamente… ovvero parte per le ferie (tanto l’addio al celibato è quasi alla fine del mese).

ANTEFATTO
Io lo aspetto per mercoledì.
Arriva Mercoledì sera lo chiamo per chiedergli dove sei, non dovevi essere qui, mi risponde sono sul treno… sto andando a Roma a trovare L e S, torno dopodomani.
Grande incazzatura della sottoscritta, con finale di chiusura della telefonata di botto, tre sms sempre della Dea di cui l’ultimo citava anche la frase “non ti voglio più vedere”.
Chiaramente (io direi bastardamente) nessuno dei miei messaggi ha ricevuto risposta.
Notte insonne della dea, le cui emozioni oscillavano tra kleneex inzuppati e piani di vendetta degni di Hannibal Lecter.
Giovedì, tardo pomeriggio, mentre la dea era sempre più schizzata, arriva un sms di Lui.
“Ciao dea, arrivo alle 20. Vuoi venire a prendermi in stazione poi magari mangiano un boccone insieme? (notare l’uso di vuoi e non puoi… molto fine.. e ancora più fine il non citare in nessun modo i messaggi della Dea della sera prima).
Dea in crisi.
Dea ha detto il giorno prima non ti voglio più vedere.
Dea sempre coerente con le sue decisioni.
Infatti in una ponderata e sofferta ultima decisione, in moltissimi microsecondi (circa tre) risponde: “Va bene. Centrale o Garibaldi?”

A quel punto partono i preparitivi per andare a prenderlo.
Sempre più coerente con la sua decisione di chiudere la storia, Dea si lava, si improfuma, si imbelletta, si veste in modo sobrio e casto (gonna corta bianca, stivali bianchi, magliettina nera con schiena nuda e fiocco rosa davanti che sembra parlare e dire “se solo mi sfiori mi apro”).

Alle 19.45 Dea è fuori della stazione centrale di Milano, chiama Lui e le dice “Treno in ritardo di un’ora”. Dea sospira… è un destino che lui non arrivi mai in orario e che debba sempre aspettarlo.
Alle 20.00 Dea è stufa di aspettare in auto di lato alla stazione (Dea leggermente parcheggiata in zona anomala…paura della multa).
Alle 20.15 Dea ha i crampi alle gambe e decide di sgranchirsi un pò le gambe, rimanendo in zona per dare un’occhiata a che non compaia un ghisa (NdR: vigile per i non milanesi)
Alle 20.16 Dea viene chiamata da un signore in auto. Dea gentile sorride e guarda l’uomo e poi stupefatta comprende… l’uomo la sta invitando a salire in auto della serie “Quanto vuoi?”
Dea inorridita, volge le spalle, mentre l’auto la segue sempre. Dopo pochi minuti il “signore” si allontana.
Alle 20.20 Dea sospira di sollievo perchè l’uomo se ne andato, e decide a scanso di equivoci di rimanere vicina all’auto, ma vicina alla fermata dell’autobus (Così pensano che lo devo prendere. L’autobus!!!!! Che avete capito!!??).
Alle 20.21 Dea vede un’altro signore (questa volta a piedi) che la guarda, Dea si avvicina ancora di più alla pensilina dell’autobus, il signore la guarda, Dea entra dentro la pensilina dell’autobus, il signore la avvicina e le chiede se vuole compagnia, Dea risponde no grazie, il signore schiede scusa e se ne va.
Alle 20.25 Dea decide che non gliene frega niente se le danno la multa, abbandona l’auto al suo destino e entra in stazione Centrale al riparo dai “signori”.

Alle 21.05 Dea vede Lui da lontano.
Cuore di Dea batte forte…. mente di Dea incazzata nera!
E da qui nasce il solito dialogo da personalità multipla schizzoide della Dea.
– Cuore di dea: Che amore che è, guardalo guardalo, come puoi farne a meno?
– Mente di Dea: Manco morta, chiusa finita, solo fatto cortesia di venire a prenderlo perchè era senza auto.
– Cuore di Dea: Ma mi sono vestita tutta caruccia per venire qui, per lui, dai non fare la rigida.
– Mente di Dea: Si ma solo per fargli capire quello che non può più avere. Chiuso discorso. Rintanati lontano da qui. Sciò sciò sciò… via via cuore di burro!!!

Alle 21.10 Dea vicino a Lui, saluta e non dice nulla. Lui saluta e non dice nulla.
Dea si aspetta che Lui dica qualcosa riguardo i messaggi, ma lui (che è molto più furbo di lei) temporeggia su altro. La guarda negli oggi, sorride (NdR: che vi dicevo molto molto più sgamato di lei), con voce pacata e tranquilla: “Ti va di mangiare fuori? ti porto al ristorante, ti piace il pesce? conosco un posto a Milano dove cucinano il pesce in maniera divina”.
Mentre Mente di Dea sta per rispondere “Manco morta”, Cuore di Dea che aveva fatto finta di rintanarsi, prende la rincorsa e dice “Si”.
Venti minuti dopo, senza assolutamente aver accennato al fatto che “non ti voglio più vedere” Dea e Lui sono seduti al ristorantino.

Il seguito a nei prossimi giorni… questo è solo l’antefatto e ricordate il titolo del post.


Lunedi’ mattina

“Oddiomio che cosà è questo rumore malefico!!?”
La sveglia stamattina è stata proprio un momento tragico, lasciare il calduccio del letto, ma ancor di più lasciare il calore del tuo corpo accanto al mio.
Mi giro verso di te, le mie mani che ti accarezzano piano per non svegliarti, il pensiero di lasciare questo nido, di lasciare te…

“… uff.. cinque minuti ancora, dai Dea, ancora cinque minuti di questo piacere…”

Le mani che scorrono su di te…

“… piano che lo svegli, lascialo dormire…”
Ho sempre amato guardarti dormire…
“… uff…”

Meglio che mi alzo, se rimango cinque secondi di più, non mi alzo…
“…se continui a sentire la sua pelle sotto le mani…alzati Dea, se continui così non solo non esci da questo letto, ma lo svegli…”
Se il tempo andasse più lentamente
“Ferma queste mani impertinenti… Esci da questo letto!!!! E un ordine… Lo sai che sono passati quattro secondi, al quinto non esci più perchè il desiderio diventa più forte di te…”
Sta per scoccare il quinto secondo
“… uff…”

Mi alzo, lunedì che odio, mi lavo, mi vesto, mi preparo ad uscire.
Ma prima l’ultima cosa, quella che faccio sempre prima di andarmene, perchè so che ogni giorno con te è un dono, perchè non so cosa ci prepara la vita, perchè non so mai se questo dono mi verrà concesso ancora per un’ora, per un mese, per dieci anni o per sempre, e nel dubbio mi comporto come se fosse solo un giorno.

“Guardalo Dea… non è un amore!?”
Sorrido, mi avvicino al letto… a te, un bacio leggero sul tuo capo… vado.


Dio li fa e poi li accoppia

Premessa
1) Lavoro anche per Lui (NdR: per chi non sapesse Lui è il “mio” lui, mi sa che devo trovargli un nome fittizio, non mi piace chiamarlo Lui… sono aperte le idee come potrebbe chiamarsi il Lui della Dea!?), dietro lauto compenso di mojiti e alcool a fiumi.
2) Lui ha un computer a casa e un portatile che si porta avanti e indietro per lavoro.
3) Martedì sera manda un messaggio del tenore “vieni qui lavoriamo un pò?”.
4) Martedì sera gli rispondo “non ho voglia di lavorare, se vuoi vengo li a vedere lavorare te, al limite faccio come in ufficio… faccio finta di lavorare. Oppure ci vediamo un’altro giorno. Dimmi tu”.
5) Martedì sera dopo il mio messaggio Lui (Ndr: ho bisogno di un nick per Lui!!!) mi chiama preoccupato.

Dialogo avvenuto martedì sera dopo l’invio del mio messaggio:
Lui: “Stai bene!?”
Dea: “Si, perchè me lo domandi? Perchè non ho voglia di lavorare?”
Lui: ” Bhe si… non è mai successo…”
Dea: “No stai tranquillo, sto bene, ho solo scoperto che non ho voglia di prendere impegni (NdR: vedi post precedente), vengo da te a fare relax, domani vengo a lavorare, si si quando non ci sei (NdR: così faccio finta di lavorare ancora meglio). Che faccio vengo lì? Va bene, ci vediamo tra poco”.

Zoom scena prima – nell’ufficio:
Dea e Lui davanti al computer.
Dea spaparanzata sulla sedia nella sua ferma intenzione di fare un benemerito …azzo. Lui accende il computer sul tavolo, prende il portatile, lo apre, lo appoggia sullo stesso tavolo e l’accende.
Lui comincia a lavorare.
Dea comincia a chiaccherare.

Zoom scena terza – vicino al computer:
Lui “Ma perchè non mi modifica più le celle di excel!!!???”
Dea: “Saranno bloccate”
Lui: “Ma se le ho usate fino a ieri!”
Tutti e due si avvicinano al monitor, parlottano, fanno tentativi, ed infine Dea e Lui scoppiano a ridere come scemi.
A questo punto telecamera che si avvicina, campo ristretto, sulla tastiera.
Lui cerca di usare la tastiera del computer di casa lavorando sul portatile….
(NdR: Si lo so me lo sono scelto io… ma del resto era gia successo anche a me)

Zoom scena quarta – vicino al computer pochi minuti dopo:
Lui: “Ma che cavolo!! Non funziona più.”
Dea: “Cosa non funziona?”
Lui: “Il portatile!”
Dea si avvicina a vedere meglio, guarda Lui che fa i tentativi, per un minuto osserva e poi si piega in due dalle risate, Lui la guarda e scoppia a ridere insieme a Dea.
Lui cerca di usare la tastiera del computer di casa lavorando sul portatile….

Epilogo:
Dio li fa e poi li accoppia.
Dea e Lui andarono a letto felici e contenti