Archivi del mese: marzo 2005

Dammi tempo

Dammi tempo…
così le tue parole

Posso regalare il mio tempo
ma non ne posseggo più di te

Posso giocare con il mio tempo
ma non posso trasformarlo

Posso perdere il mio tempo
ma non posso recuperarlo

Il mio tempo è una rosa recisa
è come tale ha vita breve

Non posso darti ciò che non mi appartiene
La mia unica proprietà è me stessa

Non posseggo il tempo
lui possiede me


12 ore a Milano… dal brunch sui navigli alla musica del Casablanca

Ho iniziato la mia giornata a Milano così…
con un fiore caldo e luminoso come il sole, come il preannuncio del giorno di primavera.

Infatti questa è la cronistoria semiseria di 12 ore passate domenica a Milano con Mangiaportolano.

Era un pò di tempo che ci si doveva rivedere, ma io al solito dico, ci mettiamo d’accordo, ci sentiamo, si poi vediamo… perchè fondamentalmente sono una pigra iniziale, poi una volta che mi sono messa in moto non mi ferma più nessuno… ma è difficile smuovermi.
Bhe alla fine mi sono smossa!

Sappiate che sono stata capace di perdermi, anche se la strada era facilissima, ma se non ho indicazioni scritte per me i destra e sinistra (non sono mica razzista) hanno lo stesso valore, e visto che Mangiaportolano doveva scrivermi una mail con le indicazioni e non l’ha fatto.. è più che naturale che l’indicazione verbale destra ponte a sinistra, sia diventato destra ponte a destra per me!
Comunque alla fine cè l’ho fatta e sono arrivata, grazie anche al mio navigatore satellitare… la voce di Andrea al cellulare!
Parcheggiato la mia auto, siamo andati alla sua è…. non un amore!? Il fiore luminoso che vedete in alto era in auto per me (Strider impara!).
Sarà che non sono abituata a ricevere fiori, sarà che è stata una sorpresa, ma la cosa mi ha davvero colpita è un gesto che non tutti fanno.

Con sorriso stampato sul volto, a quel punto ci siamo avviati ai Navigli per mangiare qualcosa, è così ho fatto il primo brunch della mia vita posto carinissimo, mangiato con gusto. Durante il brunch (ma quanto mi piace questa parola!) abbiamo chiaccherato di tutto e di più, sparlato di alcuni blogger (un nome… Strider! Un’altro nome?… Ramingo!) riso e scherzato.
Terminato il brunch, ci avviamo verso la cassa e nonostante io abbia insistito molto, Mangiaportolano non ha voluto che io pagassi nulla (impara Strider!), anzi carta di credito alla mano (nessun ho perso il portafoglio, nessun ho solo la tessera del GS) ha pagato.
Sempre chiaccherando e ridendo ci siamo fatti i Navigli, c’erano le bancarelle dell’antiquariato e quelle che vendono tutte quei monili luccicosi che mi fanno impazzire. Alla fine qualcosa mi sono comprata.

Ho chiaccherato talmente tanto, che alla fine avevo la bocca asciutta e mangiaportolano la testa confusa!
Avevo bisogno di bere e ci siamo seduti a prendere qualcosa.
Ragazzi ma a Milano bisogna avere un stipendio da milardiari!!???
Due spremute normalissime ben 14 euriiiiiiiiiiiiiiiii…. ma sono andati a raccoglierle direttamente?
Va bhe… però stavolta mi sono impuntata toccava pagare a me.

Credo di aver totalmente fatto andare in tilt Andrea con le chiacchere, perchè esausto mi ha chiesto se non mi dispiaceva se andavamo un pò a casa sua, nonostante fosse pieno di scatoloni per il trasloco recente…. questo ha fatto si (il portolano in tilt!) che ci fosse anche l’invito a cena ^_^
Così mentre io mi rilassavo, chiaccheravo (mai far scendere il ritmo di parole.. la vittima potrebbe riprendersi) e fumavo, lui mi preparava la cena e sistemava la casa… insomma un uomo da sposare!

Durante questo periodo, mi chiama un mio amico (NdR Piero, quello che abbiamo quasi spogliato alla festa di addio al nubilato) per fare aperitivo dove abito, gli dico sono a Milano con un amico, lui dice “Nooooo a Milano non vengo ci sono tutta settima….”
Morale della storia? Dopo aver cenato con Portolano, ci siamo ritrovati con lui e un suo amico al Casablanca!!!

Partiamo dal presupposto che avrei dovuto rimanere a Milano poche ore e che siamo usciti dal Casablanca (dove ho ballato l’house e la tribale!!!) all’una solo perchè dovevo tornare a casina e avevo un’oretta scarsa di auto ancora da fare.
Tra l’altro devo smetterla di uscire solo con amici maschi, perchè come al solito, passo la sera mentre mi indicano donne e i loro attributi più evidenti, mi dicono a quella gliela darei una raschiatina, quella è da film porno, quella è da microfono…. ma insomma io sono eterooooooo e mi fate passare per lesbo… passo la serata ad osservare donne!!!
Senza contare che a volte aspetto paziente che “l’attacco” alla bona di turno dia i suoi frutti… meno male che adoro ballare e mi passa il tempo!
Comunque, dicevo usciti, ma dall’uscita del locale al ritorno all’auto è passata ancora mezzora, e poi dicono che sono le donne chiaccherone….

Accompagno verso casa Andrea, ma lui mi chiede “Hai fame?”
Bho, non lo so, no, si forse… e lui mi porta a un baracchino che rimane aperto la notte e fa panini… le buzziche… wuster, crauti e senape… ho scoperto che avevo fame!

Finalmente sotto casa sua, ma non parto subito passa un’altra ora di chiacchere, (così lo stordisco del tutto!) infine mi faccio spiegare la strada del ritorno, anzi la scrivo vista la mia idiosincrasia per il destra e sinistra… lui mi guarda dubbioso e mi dice tengo il cellulare acceso quando sei in tangenziale mi fai uno squillo!

Ok ok… che credi, capace io, tanto e facile la strada è qui vicino… baci baci notte, ci sentiamo domani…
Dopo cinque minuti mi ero persa…. ma l’orgoglio innato ha fatto si che dopo aver girato introno allo stesso palazzo per 250 volte, finalmente arrivo in tangenziale, mando sms “Mi ero persa, ma ora sono in tangenziale” e per la famosa legge di Murphy dopo tre minuti mi sono persa un’altra volta e mi sono ritrovata al casello dell’autostrada per Venezia!!!!
Arghhhhhhhh e ora… calma tranquilla… alla prima uscita torni indietro (costo 3.40 €) e la fortuna mi assiste perchè vedo il cartello tangenziale est, linate. La prendo (costo 1.40€) ma non la riconosco… strano… per forza l’ho presa al contrario… riesco…. riprendo la tangenziale (costo 1.40€) e finalmente percorro sentieri a me conosciuti… la strada verso casa….

Sono riuscita ad infilarmi sotto il piumone alle 4.30 sapendo che la mia sveglia sarebbe suonata alle 6.30…. ed ecco spiegato il post di ieri ^_^

Ma ne è valsa la pena, è stata una giornata veramente bella, con momenti di sorrisi, di chiacchere, di serenità, di divertimento, di riso a crepapelle.

Insomma… sono stata veramente bene… tranne la mattina quando è suonata la sveglia!


Metti una sera a cena

… ebbene si sono stata costretta ad esaudire il più grande desiderio di Strider detto il Ramingo (vedi tra i miei link), cioè di pagarmi una cena.
Anche se ciò ha causato gravi danni psicologici alla mia salute, e da ciò il bisogno di isolarmi totalmente (anche dal blog) per due giorni, dovevo recuperare!!!!!
Ma andiamo con ordine, dato che le mie facoltà mentali sono state durante provate.

Doveva passare a prendermi alle 19.50 per uscire a cena, ma (ed è solo il primo ma) alle 19.45 mi arriva un sms “Devo finire di asciugarmi i capelli arrivo x le 8.05”.
A parte che asciugare i capelli per Strider vuol dire aprire il cassetto dove in questi anni li ha minuziosamente raccolti (mica li ha persi, sono tutti conservati nel cassetto) e asciugarli ad uno a uno, dico a parte questo, ma vi sembra una scusa plausibile per farmi aspettare!!??
Alle 20 mi arriva un secondo sms “Incredibile… sono in coda a Garlate… ma dove va la gente? A quest’ora!”. Io detesto aspettare, e detesto ancora di più se non si trovano scuse plausibili, visto che conosco la zona e NON cè traffico a quell’ora, e anche se ci fosse stato, erano tutte persone che andavano puntuali ad un appuntamento.
A quel punto rispondo qualcosa, minacciandolo di non so che e lui tranquillo e serafico mi dice “Tanto lo farai uguale… 3 min e sono li”… insomma di minuto in minuto, finalmente arriva sotto casa mia a prendermi.
Salgo in auto, e a parte i saluti, la prima cosa che mi dice è “NON HO CONTANTI”.
Cominciamo bene, mi deve offrire la cena e non porti i soldi!!!?? Non fa nulla, gli do la soluzione, “USA LA CARTA DI CREDITO”… mica demordo… al limite mordo!
Arriviamo al ristorante, scendiamo dalla macchina e lui apre il portafoglio per controllare la carta di credito e tira fuori in ordine la carta punti del bennet, la carta punti del GS, la carta del blockbuster, la tessera sanitaria… e esclama “FORSE NON HO LA CARTA DI CREDITO”. Io lo guardo e gli dico “NO PROBLEM, PAGO IO, MA TU POI SEI UN UOMO MORTO”… miracolosamente la carta di credito salta fuori.
Insiste anche nel farmi vedere che nel portafoglio non ha soldi, ad esclusione di un centesimo… che chiaramente io gli ho portato via.
Entriamo al ristorante mentre sorseggiamo una capirosca (lui alla pesca io alla papaja… ordinata da lui… vedi Ramingo che mantengo la promessa e dico che la capirosca alla papaja ordinata da te era buona), lui cerca di intenerirmi con i suoi problemi economici, ho pagato le riparazioni dell’auto, ho pagato l’affitto, ho cambiato le gomme…. io lo guardo ancora e gli dico “NON CI CASCO LA CENA LA PAGHI TU!”.

La serata prosegue finalmente normale, fra chiacchere e confidenze, ci si confida i nostri periodi di “vacche magre”… lui ad un certo punto mi dice “sai sono ormai ?? giorni che…” (sono stata brava Strider vero? Mica ho detto che erano 26 giorni che…), io lo guardo (ecco uno dei problemi psicologici che mi è venuto deve essera stato proprio per quello.. l’ho guardato troppo) e poichè lo supero in tutto anche in questo gli rispondo “Solo ?? giorni!? (vedi che brava non ho detto neppure questa volta che erano 26) io oltre cinque mesi… mi ricordo perfino il giorno. Ma che che vuoi farci devo amare un pochino ed essere amata (NdR: credere di essere amata) altrimenti…” e presa dalla foga dell’argomento, gli domando “MA SECONDO TE COSA NON VA IN ME?”. Sapete che mi ha risposto serio serio (si fa per dire…) “CHE NON ME LA DAI!”
Ma daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ii…. non si può così, ero lì con il cuore in mano, con l’anima a cielo aperto, e lui???? Non solo mi risponde così, ma si mette a messaggiare pure con le altre!!!

Si giunge alla fine della cena, e non ci crederete, ma ci prova ancora… fa finta di aver perso il portafoglio….. ma alla fine ha pagato, eccome se ha pagato, sapeva che altrimenti avrebbe pagato ancora di più!

Usciamo, risaliamo in macchina, parte e ormai la serata è all’insegna dello sfotto’ continuo… solo che a me riesce meglio che a lui ^_^
Decidiamo di andare a bere qualcosa (NdR: che non ha pagato lui… visto che era senza contanti.. meditate gente meditate), andiamo in un locale direi molto trash tutto pitonato, panterato e zebrato e nonostante questo facciamo anche discorsi seri, ma fare discorsi seri con uno che si asciuga i capelli chiusi in un cassetto non è molto facile.
Parliamo di amicizia, di quanto conti per me, di come io creda anche in quella maschile… superato alcuni scogli però, e che non credo assolutamente nelle amicizie “affettuose” e di conseguenza amici maschi fanno rima con “qui non si tocca” altrimenti si rovina tutto.
E sapete lui che mi ha detto serafico, tranquillo, beato con i suoi occhioni azzurri………….
“Roviniamo l’amicizia… ma almeno trombiamo”.

Ma daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ii…. ti ho pure pagato da bere!

Usciamo dal locale, e verso mezzanotte raggiungiamo gli altri amici per bere qualcosina ancora (NdR: che ho ancora pagato io, anche se lui nel frattempo aveva prelevato…. ma così ho annullato il costo cena… RAMINGO SE NON HAI CAPITO COSI’ MI DEVI UN’ALTRA CENA), e qui chiaramente si è proseguito nello sfotto’ avendo dalla mia parte anche le mie amiche.
Mi sa che alla fine mi ha riaccompagnata a casa esausto… ehehheheh

Non ho raccontato proprio tutto della sera, ma insomma già così una figura barbina non gliela leva nessuno… potevo inferire oltre? Vero che sono troppo buona Strider?

Senti Ramingo, il conto dell’analista e delle cure ospedaliere per riprendermi dalla serata, te le mando a casa o passi tu a pagare direttamente?


Serial Killer

Occhi che parlano senza dire nulla,
affondi silenzio come lame profonde.
Emozioni distorte che frustano come catene.

Collezioni anime…
rinchiuse in un’acquario come pesci evanescenti,
si muovono sbattendo contro il vetro
alla ricerca di un punto di fuga.

Le osservi, rammenti la cattura,
gioco sottile di tela di ragno…
il veleno che inietti nel corpo…
e sei già pronto a colpire ancora.

Mondi onirici in cui ti muovi,
prigioniero di te stesso
cerchi prede a cui recidere il cuore.


Il mio primo bacio

Era il 27 dicembre 2000… il mio primo bacio…

chi non mi conosce penserà “non sapevo fosse così giovane”, altri che sanno chi sono “così pudica da arrivare a quell’età senza aver mai baciato nessuno?”
La verità è che il primo bacio “fisico” l’ho dato a 15 anni (solo qualche annetto fa), ma il primo vero bacio solo qualche anno fa.

Facciamo un piccolo riepilogo? Direi che è il caso.

DIAMANTA A 15 ANNI aveva un’idea molto vaga e romatica dell’amore, non aveva mai avuto nessun ragazzo e di conseguenza mai baciato nessuno.
Questa cosa le creava non pochi problemi, tutte le sue amiche avevano avuto uno straccio di ragazzo, almeno per poco. Ma Diamanta era timidissima, e sognava un principe azzurro che arrivava pieno di amore per lei e la baciava. Sognava questo momento pensando con apprensione a quell’attimo, perchè non sapeva ASSOLUTAMENTE baciare nè sapeva come si facesse.
Con grande sforzo, vista la sua timidezza, trovò il coraggio di chiedere alle sua amiche che avevavo baciato (tutte… tranne lei) come si faceva, ma loro guardandola dalla loro esperienza le dicevano “vedrai quando sarà il momento saprai cosa fare”.
Diamanta così cresceva nella speranza di quel momento e nell’assoluto terrore se mai sarebbe stata all’altezza di baciare qualcuno.
Poi arrivò, non l’amore, ma il suo primo ragazzo, 19 anni, primo anno di giurisprudenza, quel tanto carino e gentile da vincere la timidezza che la teneva lontana dagli altri.
Conosciuto tramite i suoi amici della compagnia, era venuto a ballare una domenica pomeriggio nella casa affittata, adibita a covo e discoteca, aveva ballato tutto il tempo con lei cercandola ogni volta che c’era un lento.
Era carino, gentile e alla fine le aveva chiesto un appuntamento per le sei e mezza della sera dopo (il coprifuoco di Diamanta scattava presto).
La sera dopo, alle sei e mezza, il futuro avvocato arrivò, e cominciarono a passeggiare chiaccherando, quando lui si fermo vicino ad un alto cespuglio, la strinse e lei capì “Adesso mi bacia…e ora che faccio?”.
Lui la strinse di più, la guardò negli occhi, si chinò, avvicino le sue labbra alle sue e…

                                              BLEAHHHHHHHHHH H HHHH

che cosè quella cosa che mi ha cacciato in bocca, ommiodio, mi ha messo la lingua in bocca, che schifo, che faccio mordo e scappo, che schifo, io volevo passeggiare sotto la luna e mi trovo questa cosa molliccia che mi turbina in bocca, Dio che schifo, ma è questo baciare, che schifo… ma non era solo un lieve sfiorarsi di labbre o quelli più appassionati premere forte le labbra sull’altro? Che schifo….

Non cè stato nulla da fare il primo bacio “fisico” mi ha condizionato per tutti gli anni dopo, odiavo baciare, se potevo farlo evitavo, e chiaramente mi volevano baciare.
Ho imparato così a baciare senza respirare, così io non sentivo nulla e loro mossi a pietà e con la paura che morissi soffocata non baciavano a lungo.

Poi…

DIAMANTA IL 27.12.2000 sera… lei sta prendendo la cintura di sicurezza, si gira e lui e lì a pochi centimetri dal suo viso… la guarda, si avvicina di più, l’abbraccia, la stringe a se, le labbra sulle sue…. il primo bacio…

Ora lui è un mio amico, un amico che a volte è stato un pò egoista, con cui ho litigato e a cui ho detto vattene, ma un amico speciale, con cui ancora mi fermo in macchina a parlare fino alle quattro del mattino, a piangere sulla sua spalla quando un’altro uomo mi ferisce, è sempre lui che se mi ubriaco mi tiene compagnia e subisce i miei attacchi su quanto sono “stronzi” gli uomini e non reagisce quando dico che anche lui è un uomo, è sempre lui che mi coccola e mi dice sei bellissima non cambiare mai, è lui che se esco a cena due volte con lo stesso uomo mi chiede chi è e si preoccupa, è sempre lui che quando sono triste mi abbraccia e mi dice ti voglio bene.

Sono contenta che il mio primo bacio me l’abbia regalato lui.