Archivi del mese: gennaio 2005

Catene

L’immagine è chiara e nitida, ti guardo, ti vedo legato a quel muro grigio di cemento, alto e grezzo. Da lì parte e arriva alla tua caviglia…la catena è pesante e grossa, di un color grigio scuro. Se la osservo meglio noto che non è una, sono almeno due intrecciate tra di loro.
Ti muovi lentamente, pochi passi alla volta, in modo che non ne senti il peso, in modo di non discostarti troppo dal muro, altrimenti sentiresti che sei legato e perderesti l’illusione di essere libero.
La tua caviglia è martoriata dal ferro che la circonda, ferite ormai rimarginate che ricordano vecchi tentativi di fuga. Ti muovi piano, senza mai voltarti del tutto, per non sentire il ricordo della sofferenza.
Il muro è alle tue spalle imponente e di fronte grandi orizzonti.
Il muro si nutre di te e tu per sopravvivere a volte ti nutri degli altri.
Non hai altro modo di cibarti perchè non puoi allontanarti, chi ti ha condotto qua era nelle stesse condizioni in cui ti trovi tu ora.
Prigioniero di ricordi dolorosi, ormai scemati alle spalle, senza accorgerti che basterebbe spostare lo sguardo dall’orizzonte (guardi sempre avanti a te, per non vedere il qui e ora) alla madre terra per accorgerti che per essere libero basterebbe inchinarsi un attimo e aprire quello che circonda la tua caviglia perchè non è chiuso.

E chiami catena il mio amore…
… leggero filo luminoso, ancorato nel mio cuore, che da me esce e che ti ho posato sul palmo della mano… non legato, non trafitto nel corpo, non insinuato nella pelle… solo posato tra le tue mani perchè tu potesi farne ciò che volevi, tenerlo, gettarlo o liberamente conservarlo dentro il tuo cuore.
L’hai tenuto tra le mani… e l’hai chiamato catena.
Non lo lasci andare e non lo vuoi per te, ma se provo ad allontanarmi il palmo si stringe a pugno sul filo e mi richiami a te mentre mi dici “non ti voglio”.

E’ molto che sto qui accanto a questo muro di cemento, che toglie sole, aria e liberta, che consuma energia. Come un vampiro energetico risucchia le emozioni di cui si nutre e cerca di dominarti, dandoti l’illusione che tu sei un dio, quando non sei altro che il suo schiavo.
Aspettavo te…  ma più ci si abitua alla catena meno puoi farne a meno e costa sempre di più liberarsi.

Non posso più stare qui a lungo… il muro trasforma ciò che gli sta vicino, le cose, le persone e anche il mio filo luminoso cambierebbe trasformandosi in filo spinato, legandoci in maniera distorta e distruttiva.
Attraverso di te, lui si è nutrito di me, ed io lo sapevo e lasciavo fare…
Cerca altri schiavi, ne ha un bisogno continuo perchè dopo un pò che sei legato a lui con la catena, smetti di produrre la tua energia e cominci a spegnerti… è un padrone esigente.

Per l’amore che ti porto devo proseguire, non abbandono te ma il muro, il mio rimanere non farebbe altro che confermare che è giusto vivere le emozioni così, avvalorare la non vita che propone.

In queste notti, alcune volte sei “giunto” a me e mi hai spaventato, non avevo paura di te avevo paura per te.
A volte eri un alieno, a volte un corpo che osservava senza sentire e vedere (perchè non voleva vedere e sentire) con il desiderio solo di perdersi. Una notte in particolare mi hai svegliata di colpo… non ricordo l’emozione, l’ho cancellata, mi è rimasta la sensazione, troppo intensa e insopportabile perchè potessi tenerla in me… ma so che era quello che provavi tu…
Sei così tremendamente fragile e ti nascondi dietro maschere di indifferenza e potere, a volte neppure tu sai più qualè la maschera e quale no… sei invisibile agli altri, non a me.

Attenderò ancora qualche attimo, perchè so che dal muro ci si libera e anche perchè in fondo spero che tu in quell’attimo guardi la madre terra…

Se stringerai ancora a pugno le mani sul filo mentre mi allontano, l’ancora che mi lega a te mi lacererà il cuore… e so già che lo farai anche se non vuoi, come quando mi “chiami” la notte.
Ma sapevo… era un prezzo che avevo preventivato…

Forse mi seguirai nel tempo, ti lascio un piccolo seme luminoso, fatto della stessa energia del mio filo.
Se mai diventerai un libero, e da libero sceglierai il mio stesso percorso… mettilo nel cuore ti porterà da me.


Fottutissimo cuore

FOTTUTISSIMO CUORE
CHE NON ASCOLTA NESSUNO SE NON TE…

… ma oggi sorrido e l’anima è leggera,
ci sei tu mi basta poco per essere felice

(25.01.2005)
… ma oggi piango e il cuore è pesante
ci sei tu mi basta poco per sentire dolore


Bolle

Momenti magici racchiusi in una bolla
fragili ed eterei momenti di vita

Il nemico

Come belva sanguinaria e feroce si cela nelle mie viscere,
quale censore critico e maligno si nasconde tra le mie sinapsi.
Scorre tra le mie vene, consuma le mie energie,
il mio più grande, temibile, pericoloso e potente nemico
… sono io


Cuore infrangibile

Come vetro infrangibile resiste a tutto.
Tranne  per quell’unico minuscolo punto…
quando lo tocchi mi fai in mille pezzi.


Microcosmo

Dentro me….

ho cieli azzurri
anche se una fitta nebbia ora li oscura

ho prati verdi
anche se ora una brina ghiacciata li ricopre

ho fiori che profumano
anche se scarichi ammorbano l’aria

ho vento tiepido
anche se ora il vento del nord imperversa

ho sole che riscalda
anche se ora sono chiusa in un uovo di ghiaccio

ho un cuore che batte
anche se ora è ammutolito

La vita mi scorre dentro…
Mi è stato fatto un grande dono… la capacità di amare
e il dolore di oggi, sarà la forza di domani