Archivi del mese: dicembre 2004

Uovo di ghiaccio

VUOTO

assoluto gelido vuoto.

 

In questo uovo di ghiaccio
non sentirò più uomini che si riempiono solo la bocca
di frasi d’amore universale rubate ai grandi
che hanno vissuto come hanno pensato e parlato.

In questo uovo di ghiaccio
non vedrò più predicare amore puro e libero
e vivere incatenati ad un muro di paure.

In questo uovo di ghiaccio
non sentirò neppure me stessa.

 

In questo uovo di ghiaccio
aspetterò il disgelo
aspetterò di dimenticare
aspetterò di rifiorire.

 

La vita restituisce tutto ciò che si dà..


Alterazioni temporali

Con te il tempo è sempre deformato.

 Come se insieme creassimo

una spirale di tempo e spazio

al di fuori di ciò che è conosciuto


Desiderio

Dolore attutito e continuo…
come un basso sottofondo musicale
che non mi lascia mai e mi accompagna.

Dolore sopportabile che alloggia all’interno,
non troppo forte da essere insostenibile,
non troppo debole da poterlo debellare.

Dolore mascherato che in qualche modo
comincia a far parte della mia vita e… diventa normale.

Spaventosa convivenza, supinamente accettata.
Impossibile toglierlo senza prima doverlo sentire
nella sua lacerante e completa intensità.

Mi circondo di nebbie e paraventi.
Lo confondo, e non distinguo più tra il mio e quello degli altri,
lo diluisco e ne faccio parte integrante,
un pò per volta… un pò per volta… un pò per volta…
fa meno male, non frantuma le ossa,
mi permette di rimanere in piedi.

Ma diventa come acido che corrode,
quando scorre brucia al suo passaggio
ogni altra emozione, lasciando il vuoto.


Oltre le nebbie

Perchè ti vedo oltre le nebbie del tempo,
non cè passato non cè futuro
non cè inizio nè fine
ci sei… e basta

Dolore

Dolore attutito e continuo…
come un basso sottofondo musicale
che non mi lascia mai e mi accompagna.

Dolore sopportabile che alloggia all’interno,
non troppo forte da essere insostenibile,
non troppo debole da poterlo debellare.

Dolore mascherato che in qualche modo
comincia a far parte della mia vita e… diventa normale.

Spaventosa convivenza, supinamente accettata.
Impossibile toglierlo senza prima doverlo sentire
nella sua lacerante e completa intensità.

Mi circondo di nebbie e paraventi.
Lo confondo, e non distinguo più tra il mio e quello degli altri,
lo diluisco e ne faccio parte integrante,
un pò per volta… un pò per volta… un pò per volta…
fa meno male, non frantuma le ossa,
mi permette di rimanere in piedi.

Ma diventa come acido che corrode,
quando scorre brucia al suo passaggio
ogni altra emozione, lasciando il vuoto.


Equilibrio

Forze in instabile equilibrio che consumano energia come sanguisughe.

Equilibrio!
Equilibrata, pacata, disponibile, comprensiva, conciliante, oasi di pace,
punto di appoggio, porto sicuro, rilassante, che tutto sopporta e supera,
occhi che vedono oltre, sereno punto di equilibrio.. appaio

Equilibrio!
Divento “chiave” di molte persone e “specchio” di altre….
ma nessun specchio in cui vedermi e nessuna chiave che mi apra.

Equilibrio!
Parola magica dal peso specifico abnorme.
Macigno che mi pesa quando non vorrei altro che essere pazza furiosa.

Equilibrio!
Impulso compulsivo che scatta a molla davanti agli altri,
se guardassero oltre… scorci di caos.

Equilibrio!
Calamita di paure, timori, insicurezze, dolori altrui…
mi attraversano il corpo come fantasmi gelatinosi
lasciandomi tracce di loro come grigie ombre.

Equilibrio!
Ognuno ha un suo compito in questa vita…


Acqua

Acqua…..

Fuori di me non un movimento,
un battito di ciglia o uno sguardo
che faccia trapelare a te.
Rimango un’impassibile statua di sale.

Ma l’acqua scioglie il sale e mi scorre
nel corpo quale linfa amara.

Riconosco il sapore, l’odore di questa soluzione salina.
Non importa…
Non importa… mi dico
Non importa… un pò lo penso veramente
Non importa… sono io senza pelle
Non importa… dò troppo valore alle lettere dell’alfabeto
Non importa… scorrerà fuori
Non importa… ognuno da ciò che può
Non importa…
quello che vive in me e vibra per te non è solubile.

Acqua…..

Quanto può ferire una singola stupida parola.


Prima notte

Il volto appoggiato sul cuore
il tuo respiro profondo di bimbo perduto nei sogni
mi accarezza il seno
avvolgendomi in una spirale di sensuale tenerezza
come mani che scivolano sulla pelle.

Prima notte che il mio ventre non ti accoglie
e divento il ventre in cui riposi.

Un pensiero mi sfiora la mente…
con te non cè differenza tra un’estenuante notte
di perversa, sconfinata, illimitata passione
e un abbraccio che dura una notte.

Bianco è il colore che li lega
anche se rosso accende la passione e nero conduce la perversione.
Luminoso e accecante è ciò che sprigiona
lasciandoci liberi di muoverci innocenti nelle ombre.

Ti guardo… sorrido
accarezzo il tuo viso, il tuo corpo
con desiderio e dolcezza…

Prima notte… piccola gemma incastonata tra le nostre mani.